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ARDESIA





ARDESIA



L’ardesia, detta anche “pietra di Lavagna” è una roccia dall’inconfondibile colore grigiastro. Facilmente lavorabile grazie alla sua natura morbida o semi-dura, da oltre 2200 anni viene utilizzata per costruire tetti, pavimenti, rivestimenti per le pareti e utensili di ogni tipo. Anche la nostra azienda ha creato dei prodotti di illuminazione utilizzando questo materiale affascinante abbinandolo alle più moderne componentistiche. Oggi vogliamo parlarvi in modo approfondito di questa pietra e della sua lavorazione, perché siamo innamorati dei nostri prodotti ma anche delle storie che vi ruotano intorno.





Quel grigio particolare, le tegole dei tetti in Liguria, le lavagne di Lavagna, il tetto della reggia di Versailles, la necropoli di Chiavari, il rivestimento dei gradini delle scale, il piano dei tavoli da biliardo, i pavimenti con quella tonalità unica, le piastrelle e il tavolo da lavoro in cucina, i tanti utensili di arredamento ed i mille altri prodotti realizzati con un materiale meraviglioso che, oltretutto, possiede un nome affascinante: ardesia. Quanti di voi conoscono la storia e le proprietà di questa pietra scura?





L’ardesia, detta anche “pietra di Lavagna”, è una roccia metamorfica di origine sedimentaria che nasce con un grigio particolare, il “grigio ardesia”, per poi trasformarsi in infinite tonalità dello stesso colore. Un colore unico che abbiamo visto mille volte in tutti gli oggetti citati in apertura, ed in molti altri, e che è frutto della sua componente di carbonato di calcio . Si tratta di una varietà di scisti calcareo argillosi facilmente divisibili in lastre, piane, leggere, impermeabili e resistenti agli agenti atmosferici. L’estrazione avviene in cava, nel cuore della montagna, attraverso il taglio di blocchi. Una volta spostati i blocchi in azienda, l’ardesia viene divisa meccanicamente oppure a mano dagli “spacchini” per realizzare le lastre più sottili che vanno da un centimetro a cinque millimetri. L’ardesia è una pietra viva che contiene dell’acqua di cristallizzazione e, al fine di farle mantenere la propria elasticità, viene impacchettata, bagnata e imbrattata di polvere e ardesia. Il fango che si genera, protegge la pietra dall’asciugatura e rende possibile le future lavorazioni di spacco manuale o meccanica.



L’ardesia è una roccia classificata come tenera o semi-dura, una pietra compatta e facilmente lavorabile. Queste sue proprietà hanno permesso a questa pietra di essere utilizzata per migliaia di lavorazioni, dai tetti della Liguria fino ad arrivare agli oggetti di architettura e design dei giorni nostri, passando per il restauro di edifici storici in tempi più recenti. Ma andiamo per ordine.





Per individuare l’inizio dell’utilizzo e la sua tradizione antica, dobbiamo tornare indietro di oltre 2200 anni, nella zona del Tigullio (Genova) in cui si iniziarono a costruire i tetti in ardesia per la sua capacità di proteggere la casa dalla pioggia, l’umidità, il vento ed il calore eccessivo. I primi giacimenti ad essere sfruttati in maniera intensiva, a partire dal XII secolo, furono quelli di Uscio e Recco, nella Valle di Fontanabuona ancora oggi, la zona più celebre per l’ardesia anche e soprattutto per quel colore unico, che ha soltanto l’estrazione ligure, grazie alla presenza di carbonato di calcio. Goffredo Casalis, abate e storico italiano, nel suo dizionario geografico, storico, statistico, pubblicato nel 1840, riporta che “esistevano 48 cave di ardesia nei soli territori di Lavagna e Cogorno, notissime per la quantità di lastre che forniscono ai bisogni delle due riviere ed anche a quelli di stati esteri”.





L’idea di realizzare una serie di plafoniere ed una di applique con l’ardesia è venuta ad Alberto Baesso, la mente creativa in Way Point, sempre partendo dal fattore umano e dall’attaccamento al territorio, segni distintivi inconfondibili della nostra azienda: “Parte della nostra famiglia è originaria di Carrara e aveva una cava di marmo” - esordisce Alberto Baesso - “Inutile sottolineare che il marmo per quel territorio è stato, non solo la principale fonte di reddito, ma anche un orgoglio, considerato che la pietra di Carrara è stata utilizzata per realizzare le più importanti opere statuarie del mondo e che anche il grande Michelangelo si recava li per scegliere il marmo con cui dar sfogo al suo genio. Nel 2010” - prosegue Baesso - "dopo aver acquistato il primo centro di lavoro in 3D, tra i primi installati in Italia, iniziammo a lavorare il marmo e, di conseguenza a frequentare le fiere di settore. Fu proprio durante un evento fieristico a Verona che ho avuto modo di approfondire la conoscenza di questa pietra italiana estratta in Val di Fontanabuona, località non distante da Carrara. La curiosità che mi contraddistingue mi ha spinto a visitare una cava e osservare il ciclo produttivo, di cui sono rimasto affascinato, soprattutto dal lavoro certosino degli spacchini. Da li l’idea di usarla insieme al marmo” - conclude Alberto Baesso - per dare un valore senza tempo alle nostre lampade.”





Fatta questa necessaria presentazione del materiale, così come di tutti i processi di estrazione e lavorazione, mercoledì 26 agosto, sempre sul nostro blog, vi presenteremo i nostri prodotti “Ardesia” con la consapevolezza che, da oggi in poi, ognuno di voi avrà maggiore contezza del prodotto che possiede o che andrà ad acquistare. Curiosi? Seguiteci sui nostri profili Facebook, Instagram e Linkedin per non perdervi del mondo, della filosofia e della storia della nostra azienda.







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