Menu

ILLUMINARE LA CUCINA

ILLUMINARE LA CUCINA






Angolo cottura, cucina abitabile, cucina open space, cucinotto. Le modalità di arredo e di definizione dell'area cooking in una abitazione sono innumerevoli e variano a seconda non solo della tipologia abitativa e della distribuzione degli spazi ma anche delle esigenze e dei gusti del proprietario. Ecco che proprio per questi motivi è pressoché impossibile dare un'univoca definizione del miglior modo di illuminare una cucina. Proviamo comunque ad illustrare, passo dopo passo, la scelta più efficace a seconda di ogni ambiente.

PIANO DI LAVORO - Indubbiamente la zona più importante, oltre che l'unico aspetto che accomuna tutte le tipologie di cucine. Il piano di lavoro (lavello con o senza scivolo, fuochi, ripiano) non manca mai e, per chi è abituato a cucinare, rappresenta chiaramente l'area di maggiore attenzione. La scelta della luce in questa zona è fondamentale: una gradazione troppo fredda potrebbe infastidire il cuoco, sia egli amatoriale o professionale. Le soluzioni migliori sono orientate verso una luce a LED a circa 4000 gradi Kelvin, magari sfruttando la modularità di faretti ad incasso da inserire nella struttura lignea o metallica del mobile. Anche per questo motivo, è consigliabile definire l'adattabilità dei mobili di cucina con un architetto ed un esperto di illuminazione, in modo da disegnare soluzioni che non affatichino eccessivamente né il nervo ottico né la schiena: cucinare deve sempre essere un piacere. Da non dimenticare dunque l'opportunità di luci direzionabili e di modulatori di frequenza luminosa, tutti dettagli che possono esaltare la zona lavoro.





OPEN O NO? - Le soluzioni open space stanno prendendo piede, specie in ambienti molto ampi che coniughino o inglobino anche parte del living, trasformando dunque un salone in una via di mezzo tra una sala da pranzo, un angolo cottura ed una zona intima e familiare. I cooking show televisivi influenzano le scelte dei clienti e non di rado, potendo disporre delle giuste metrature, c'è chi opta per un ampio ripiano a contorno o a lato dei fornelli come zona in cui consumare il pasto. In questo caso, l'illuminazione gioca un ruolo fondamentale: distinguere le varie sub-aree (living, pasto, preparazione cibo) è essenziale, modulando la differente luminosità o addirittura ricorrendo a soluzioni alternate. Non è elegante né pratico diffondere la stessa luce in un ambiente ampio: il rischio di sottolineare zone non funzionali o di disturbare la vista di chi sta consumando e conversando al tempo stesso è evidente. Meglio dunque suddividere: una luce moderatamente calda sulla zona snack, in cui si consuma il cibo; una soffusa, quasi in penombra, sul living da utilizzare per il post prandium, magari sorseggiando un distillato in compagnia; una separata ed indipendente per i fuochi ed il piano di lavoro, modulabile quando ci si riunisce intorno per mangiare e con la giusta potenza nel momento della preparazione del cibo.

LE SOSPENSIONI - A lungo un must delle cucine classiche, oggi le sospensioni acquistano reale importanza nelle cucine abitabili, cioè quelle in cui è presente un tavolo adibito alla consumazione abituale dei pasti. La tradizione della presenza dei commensali in una zona adiacente a quella di lavoro deve favorire prima di tutto la conversazione, sì da evitare imbarazzi e da stimolare invece la socialità. La sospensione dunque ridà fiato alla cucina classica ma a patto di rispettare regole basilari. La prima: luce moderatamente calda, per non distrarre chi è seduto a tavola - non c'è nulla di peggio di un commensale abbagliato o che si lamenta del calore della lampada mentre è seduto. La seconda: la giusta altezza. Una sospensione si posiziona ad almeno 180 centimetri dal pavimento ma in presenza di soffitti eccezionalmente alti (3,5-4 metri) può arrivare anche a 2,2 metri dal pavimento. Questo per creare una giusta proporzione e per evitare che la luce sia troppo distante o troppo vicina alle teste di chi è seduto al tavolo. La terza: evitare se possibile la lampada a vista. Per quanto la tecnologia LED sia modulabile e produca un minore impatto delle lampadine ad incandescenza, il design della sospensione dovrebbe convogliare la luce e non disperderla, fornendo un senso di riposo e di tepore. La forma della sospensione va scelta anche in funzione dell'ampiezza della cucina e dell'altezza del soffitto, così da armonizzare le proporzioni e da risparmiare imbarazzi estetici o funzionali.

CONTORNI - Mensole, guide, angoli: in una cucina sono tantissimi i dettagli che possono meritare (o meno) un punto luce. Dipende sempre dalla volontà dell'acquirente e dalle effettive necessità della zona cooking. Per quanto i gusti siano sempre suscettibili, un corretto confronto con gli specialisti del settore può aiutare il cliente ad orientarsi in un mare di soluzioni, esaltando davvero quelle piccolezze che possono trasformare una cucina in una delle stanze più belle, armoniose e piacevole da vivere in una casa. Mai sottovalutare l'importanza dei dettagli: un arredatore o un designer possono correttamente orientare le scelte dell'acquirente verso la soluzione che regali il massimo dell'efficienza e della bellezza al tempo stesso.



Lumicom

#LightYour